Servizi – Fonti di finanziamento

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Servizi – Fonti di finanziamento

L’implementazione di politiche e di interventi in tema di mobilità sostenibile è supportata, sia a livello europeo sia a livello nazionale, da programmi di finanziamento e cofinanziamento afferenti direttamente il tema della mobilità e dei trasporti oppure indirettamente attraverso il tema dell’ambiente, della sostenibilità delle città e/o dell’innovazione.

Di seguito si riportano alcuni fra i principali riferimenti a livello europeo e nazionale.

Programmi europei

DG TRASPORTI – COMMISSIONE EUROPEA

Studi, ricerche ed esperienze pilota possono trarre fonti di finanziamento dalle frequenti call emesse dalla Direzione Generale Trasporti della Commissione Europea, che sostiene iniziative per sviluppare nuove tecnologie e nuovi approcci nel campo dei trasporti e dell’energia.

 

HORIZON 2020

Horizon 2020 è il nuovo Programma Quadro della Commissione Europea per la Ricerca e l’Innovazione. Il programma, entrato in vigore nel 2014 con durata fino al 2020, dispone di un budget totale di 70,2 miliardi di euro. Rivolto sia al settore pubblico che privato, Horizon 2020 ambisce alla semplificazione delle procedure di accesso al finanziamento prevedendo diversi livelli di copertura.

Il programma si articola su tre grandi categorie concettuali, dotate ciascuna di un finanziamento proprio, denominate “Excellent Science”, “Industrial Leadership” e “Societal Challenges”.

Il tema “Trasporti” è inserito all’interno della sezione “Societal Challenges” con il titolo “Smart, green and integrated transport”. Le Call relative sono 3, così denominate: “Mobility for Growth” (sigla identificativa MG), “Green Vehicles” (sigla identificativa GV), “Small Business and Fast Track Innovation for Transport”, a cui si aggiunge la più specifica “Automated Road Transport” (ART). Ogni call include bandi dedicati a vari temi (topic); le proposte a seconda del livello di innovazione richiesto sono classificate in 3 tipologie: “Research and innovation actions” (RIA), “Innovation actions” (IA), “Coordination and support actions” (CSA).

La struttura del programma è piuttosto complessa, le procedure di selezione per l’accesso ai finanziamenti molto competitive, nella quasi totalità dei bandi è richiesto il partenariato internazionale e il coinvolgimento di enti di ricerca ad alto livello. La lingua del programma è l’inglese.

L’elenco delle call e dei relativi topic viene reso noto ogni 2 anni attraverso la pubblicazione del Work programme (quello attualmente in vigore vale per il 2016-2017).

Al momento risultano attive o di prossima attivazione le seguenti call:

SMEInst-10-2016-2017: Small business innovation research for Transport and Smart Cities Mobility (scadenze fase 1: 3 maggio 2017, 6 settembre 2017, 8 novembre 2017 – scadenze fase 2: 6 aprile 2017, 1 giugno 2017 e 18 ottobre 2017)

 

COOPERAZIONE TERRITORIALE EUROPEA (INTERREGV 2014-2020, FONDO FESR)

Spazi sul tema mobilità sostenibile sono presenti anche nelle opportunità offerte dalla cooperazione territoriale, nel quadro più ampio della politica di coesione. L’accessibilità ai programmi di cooperazione e ai relativi bandi è definita su base geografica, quelli accessibili per le diverse regioni italiane sono 19: 8 di cooperazione transfrontaliera “interna”, che coinvolgono rispettivamente l’Austria, la Croazia, la Francia sia sul fronte terrestre che marino, la Grecia, Malta, la Slovenia, la Svizzera; 3 di cooperazione transfrontaliera “esterna” con l’Albania e il Montenegro, la Tunisia, il Bacino Mediterraneo, cofinanziati rispettivamente dal Fondo di Assistenza Pre-Adesione IPA e dallo strumento europeo di Vicinato – ENI; 4 transnazionali (dedicati rispettivamente a Spazio Alpino, Europa Centrale, Ambito Adriatico-Ionico e bacino Mediterraneo) e 4 interregionali (ovvero Interreg Europe, Interact, Urbact ed Espon). L’elenco completo e le specifiche di ogni singolo programma sono consultabili qui.

Di seguito alcune informazioni aggiuntive su alcuni dei programmi che prevedono priorità attinenti ai temi della mobilità urbana sostenibile per i quali siano previsti bandi aperti o di prossima apertura:

URBACT III

Urbact, giunto alla sua terza edizione valida per il periodo 2014-2016, è un programma finalizzato a sostenere le città nell’adozione di soluzioni innovative e sostenibili che integrino la dimensione economica, sociale ed ambientale.

Il principale obiettivo del programma è quello di migliorare la capacità delle città europee di gestire politiche urbane sostenibili e in particolare di rafforzare la loro capacità di programmare strategie integrate per lo sviluppo urbano sostenibile.

Dopo il bando scaduto a giugno 2016 per le “Action planning networks” (Reti per i Piani Locali), nel settembre 2017 è attesa la “Call for the creation of up to 15 Transfer networks”. Prendendo parte alle Transfer Networks si può trovare supporto per adattare e replicare buone pratiche sperimentate altrove per migliorare le proprie politiche urbane.

Nel 2018 è invece attesa la riedizione della call “Action Planning Networks” esauritasi nel giugno 2016.

Ulteriori informazioni sulle Call di URBACT sono reperibili qui.

INTERREG ITALIA-CROAZIA

Si tratta di un Programma di cooperazione bilaterale, che promuove azioni congiunte Italia-Croazia, finalizzato in generale a promuovere sviluppo e competitività nell’area, con particolare attenzione all’economia del mare, stimolando partenariati transnazionali tra i due paesi in grado di far leva su aspetti strategici ed indurre cambiamenti e cicli virtuosi grazie alla condivisione di esperienze e strategie comuni.

Le call presenti al momento sono due e scadono il 19/06/2017 per i progetti cosiddetti “standard” ed il 10/05/2017 per i progetti “standard+” (ovvero azioni di capitalizzazione di progetti già realizzati).

Una delle 4 azioni prioritarie (AP) sostenute dalla call riguarda il tema dei trasporti: “PA4 Maritime transport”, con un budget di circa 43 milioni di Euro, promuove azioni finalizzate a “migliorare qualità, sicurezza e sostenibilità ambientale dei servizi di trasporto costiero e marino e dei relativi nodi, promuovendo la multimodalità nell’area di cooperazione”.

La copertura geografica del programma per l’Italia è limitata a tutte le Province che affacciano sul mare Adriatico, da Trieste a Lecce. Autorità di Gestione è la Regione Veneto.

URBAN INNOVATIVE ACTIONS (UIA)

“Urban Innovative Actions” è un’iniziativa della Commissione Europea volta a sostenere le aree urbane dell’Unione nella sperimentazione di soluzioni innovative alle sfide urbane contemporanee, mettendo a disposizione tramite il FESR un budget di 372 milioni di euro per il periodo 2014-2020. I beneficiari sono enti locali singoli o associati che rappresentino aree urbane di più di 50.000 abitanti. I progetti, con una durata massima di 3 anni, possono ricevere un contributo dal FESR fino all’80% dei costi ammissibili, ma non oltre i 5 milioni di euro. Vengono selezionati attraverso appositi bandi, incentrati su temi specifici individuati annualmente dalla Commissione. Il primo bando si è chiuso il 31 marzo 2016, il secondo si è chiuso il 14 aprile 2017 ma altri ne sono previsti nei prossimi anni, anche dedicati al tema della mobilità urbana.

 

LIFE

Il nuovo programma LIFE 2014-2020 persegue gli obiettivi di contribuire al passaggio a un’economia efficiente in termini di risorse, con minori emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici, di migliorare la qualità dell’ambiente ed invertire la perdita di biodiversità, compresi il sostegno alla rete Natura 2000 e il contrasto al degrado degli ecosistemi.

Il nuovo programma si fonda sull’esperienza positiva del programma LIFE+ ma è stato riformato in modo da essere più incisivo, semplice e flessibile e avere una dotazione di bilancio significativamente superiore.

Tra le nuove caratteristiche del programma LIFE si possono citare la creazione di un nuovo sottoprogramma per l’azione in campo climatico, una definizione più chiara delle priorità in relazione ai programmi pluriennali adottati in consultazione con gli Stati membri, nuove possibilità di attuare i programmi su più larga scala mediante “progetti integrati” che aiutino a mobilitare ulteriori fondi a livello europeo, nazionale o privato per conseguire obiettivi in materia di ambiente o clima.

Il tema della mobilità sostenibile può trovare spazio in diversi obiettivi prioritari (in particolare l’obiettivo prioritario 8: migliorare la sostenibilità delle città dell’Unione) ed al sottoprogramma “azioni per il clima”.
La call per l’annualità in corso è prevista uscire il 28 aprile 2017, con scadenze comprese fra il 7 e il 26 settembre a seconda della tipologia di progetto (tradizionale, preparatorio, integrato) e con una estensione al marzo 2018 per la seconda fase di progetti integrati.

 

CONNECTING EUROPE FACILITY 2014-2020

Connecting Europe Facility 2014-2020 è lo strumento finanziario che la Commissione Europea ha introdotto per sostenere gli investimenti nel campo delle infrastrutture del trasporto, energia e reti digitali. Il budget complessivo ammonta a 50 miliardi di euro. Riguarda soprattutto le grande reti ma è comunque concentrato sullo sviluppo di modi di trasporto meno inquinanti.

 

FONDO EUROPEO PER L’EFFICIENZA ENERGETICA (EEEF) e altre iniziative della Banca Europea per gli Investimenti

Il Fondo Europeo per l’Efficienza Energetica (EEEF) è stato creato dalla Commissione Europea in collaborazione con la Banca Europea per gli Investimenti per supportare, attraverso investimenti negli stati membri, gli obiettivi dell’Unione in termini di energia sostenibile e protezione climatica. Responsabile degli Investimenti è la Deutsche Bank. I beneficiari finali del Fondo sono gli enti pubblici a livello locale e regionale, così come le aziende pubbliche e private che operano al servizio degli enti locali, tra cui i fornitori di trasporto pubblico. Il Fondo può infatti investire in progetti di Trasporto Urbano Pulito che promuovano una progressiva sostituzione del petrolio con combustibili alternativi e lo sviluppo di vetture che consumano meno energia e generano meno emissioni inquinanti, con speciale attenzione a trasporto pubblico, vetture elettriche e a idrogeno e ridotte emissioni di gas serra. Gli organismi pubblici che richiedano finanziamenti dovranno avere obiettivi concreti volti alla mitigazione dei cambiamenti climatici (ad es. nell’ambito di un PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile), così come strategie pluriennali.

I soggetti interessati possono proporre in qualsiasi momento i propri progetti direttamente al Responsabile degli Investimenti (anche tramite la sezione “verifica di ammissibilità” del sito web del Fondo), il quale condurrà una prima valutazione (“screening“) sull’ammissibilità del progetto e sul portfolio complessivo. Se il risultato del primo screening è positivo, verrà avviata una procedura due diligence, che valuterà gli aspetti legali, finanziari e tecnici del progetto nonché le sue capacità di contribuire al raggiungimento degli obiettivi ambientali e di sviluppo del Fondo. Il volume minimo del progetto dovrà essere di 5 milioni di euro ed il Fondo potrà fornire un investimento massimo di 25 milioni di euro, anche se potrà co-investire in progetti di volume totale superiore.

La BEI offre inoltre prestiti e fondi di garanzia per progetti di mobilità sostenibile sia direttamente, a progetti di grande dimensione (> 25 milioni di euro), o indirettamente, a progetti di scala medio-piccola, attraverso banche intermediarie nazionali o regionali. Gli enti locali possono quindi contattare la BEI direttamente o attraverso i propri istituti bancari di riferimento, a seconda della dimensione del loro progetto. La politica di investimento della BEI in materia di trasporti è scaricabile qui.

Programmi nazionali

PROGRAMMA SPERIMENTALE NAZIONALE DI MOBILITÀ SOSTENIBILE CASA-SCUOLA E CASA-LAVORO

È l’iniziativa più rilevante a livello nazionale. È in capo al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare a seguito della Legge 28 dicembre 2015, n. 221 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”. In particolare con l’art. 5 di questa norma è stato lanciato il Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casascuola e casalavoro. Per tale programma sono messi a disposizione 35 milioni di euro per il cofinanziamento di iniziative da parte di Enti locali riferiti a un ambito territoriale con popolazione superiore a 100.000 abitanti, diretti a incentivare iniziative di mobilità sostenibile.

Il programma è stato inserito nel Collegato ambientale alla Legge di stabilità 2016, il decreto per l’assegnazione dei finanziamenti attraverso un bando pubblico rivolto agli Enti Locali è stato firmato dal Ministro a luglio, la pubblicazione formale del bando, anch’essa originariamente prevista per luglio, e ormai prossima.

Il bando ha riguardato “iniziative di piedibus, di car‐pooling, di car‐sharing, di bike‐pooling e di bike‐sharing, la realizzazione di percorsi protetti per gli spostamenti, anche collettivi e guidati, tra casa e scuola, a piedi o in bicicletta, di laboratori e uscite didattiche con mezzi sostenibili, di programmi di educazione e sicurezza stradale, di riduzione del traffico, dell’inquinamento e della sosta degli autoveicoli in prossimità degli istituti scolastici o delle sedi di lavoro, anche al fine di contrastare problemi derivanti dalla vita sedentaria. Tali programmi possono comprendere la cessione a titolo gratuito di «buoni mobilità» ai lavoratori che usano mezzi di trasporto sostenibili.”

Sono pervenuti 114 progetti che coinvolgono complessivamente 483 Enti Locali distribuiti sull’intero territorio nazionale con esclusione della Basilicata e della Valle d’Aosta. La richiesta complessiva delle risorse è di circa 103,5 milioni di Euro a fronte dei 35 milioni di Euro disponibili

Ulteriori informazioni e aggiornamenti qui.

 

PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE AREE METROPOLITANE 2014-2020 (PON METRO)

Il Programma Operativo Nazionale “Città Metropolitane 2014-2020” è incluso nell’Agenda urbana nazionale e Sviluppo urbano sostenibile, descritta nell’Accordo di Partenariato della programmazione 2014-2020. Il programma è plurifondo, in quanto utilizzerà risorse da Fondi SIE, FESR e FSE.
Le priorità individuate sono allineate con gli obiettivi e le strategie dell’Agenda urbana europea, che identifica le aree urbane come territori strategici per cogliere le sfide di crescita intelligente, inclusiva e sostenibile proprie della Strategia Europa 2020. L’obiettivo generale del PON METRO è dunque quello di incidere rapidamente su alcuni nodi tuttora irrisolti che ostacolano lo sviluppo nelle maggiori aree urbane del paese, anche per creare condizioni strutturali che favoriscano il miglioramento delle politiche urbane nelle sue implicazioni organizzative e di governance.

Il programma si articola in 4 assi, più un quinto dedicato all’assistenza tecnica: l’agenda digitale, la sostenibilità dei servizi pubblici e della mobilità urbana, i servizi e le infrastrutture per l’inclusione sociale. Le città metropolitane interessate sono 14: Torino, Genova, Milano, Bologna, Venezia, Firenze, Roma, Bari, Napoli, Reggio Calabria, Cagliari, Catania, Messina e Palermo.

Al momento non risultano bandi aperti; è possibile consultare qui l’elenco aggiornato delle opportunità di finanziamento rese disponibili da ciascun soggetto coinvolto nell’attuazione del PON METRO.

 

PIANO NAZIONALE INFRASTRUTTURALE PER LA RICARICA DEI VEICOLI ALIMENTATI AD ENERGIA ELETTRICA

La Legge 7 agosto 2012, n. 134 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante Misure urgenti per la crescita del Paese”, art. 17-septies, sancisce l’approvazione del “Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica”, volto a definire le linee guida per garantire lo sviluppo unitario del servizio di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica nel territorio nazionale attraverso la realizzazione di reti infrastrutturali per la ricarica e di interventi di recupero del patrimonio edilizio finalizzati al loro sviluppo.

Per il finanziamento del Piano è stato istituito un apposito fondo con il quale il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti partecipa al cofinanziamento, fino a un massimo del 50% delle spese sostenute per l’acquisto e per l’installazione degli impianti, di progetti presentati da Regioni ed enti locali relativi allo sviluppo delle reti infrastrutturali per la ricarica nell’ambito di appositi accordi di programma.

L’erogazione avviene tramite bandi regionali.

 

DECRETO DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI N. 481 DEL 29/12/2016 – PIANO NAZIONALE SICUREZZA STRADALE – PROGRAMMA DI INTERVENTI PER LO SVILUPPO E LA MESSA IN SICUREZZA DI ITINERARI E PERCORSI CICLABILI E PEDONALI

Il decreto del MIT 481/2016, in coerenza con la legge 17 maggio 1999, no 144 che con l’art. 32 ha istituito il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale e facendo seguito ad ulteriori e successivi provvedimenti, ha ripartito tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano un importo di oltre 12 milioni di euro, suddiviso per gli esercizi finanziari 2016, 2017 e 2018, per la realizzazione in cofinanziamento di un programma di interventi per lo sviluppo e la messa in sicurezza di itinerari e percorsi ciclabili e pedonali.

In particolare, possono essere effettuati interventi che prevedano, a titolo esemplificativo:

  1. realizzazione di piste ciclabili, anche in funzione di disimpegno della sede stradale promiscua;
  2. realizzazione di percorsi pedonali, attraversamenti pedonali semaforizzati, attraversamenti con isole salvagente, attraversamenti pedonali mediante passerelle, sovrappassi, sottopassi;
  3. messa in sicurezza di percorsi ciclabili e pedonali;
  4. creazione di una rete di percorsi ciclopedonali protetti o con esclusione del traffico motorizzato da tutta la sede stradale;
  5. realizzazione di progetti per una mobilità sicura e sostenibile per pedoni, ciclisti e altri utenti vulnerabili, secondo criteri di sistematicità, coerenza, integrazione, orientamento su obiettivi specifici e misurabili, monitoraggio dei risultati e valutazione della loro efficacia, condivisione dei risultati delle esperienze.

Il finanziamento statale è erogabile per ciascun programma di interventi presentato dalle Regioni e Province autonome nella misura massima del 50% delle spese di progettazione ed esecuzione. La rimanente parte delle risorse finanziarie necessarie per la copertura integrale della spesa sarà assicurata da ciascuna Regione e Provincia autonoma proponente.

Le Regioni e le Province autonome, entro il termine di 150 giorni dalla piena esecutività del decreto ed in esito alle procedure selettive adottate, presenteranno al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il programma degli interventi.

Alcune Regioni hanno già predisposto i bandi per la selezione degli interventi. Ad esempio qui è visionabile il bando emesso dalla Regione Emilia-Romagna.